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Porsche design

11-07-2026 12:28

GCR

Curiosità,

Porsche design

L’occhiale che smette di essere occhiale

FA Porsche

Design da indossare

 

Prima il tempo, 

poi la luce

Dalla 911 al Cronografo I Orfina, 

fino agli occhiali Carrera: 

vieni Ferdinand Alexander Porsche 

trasformò materiali tecnici in icone da indossare.

 

Temi dell'articolo: Porsche design - Modelli by Carrera    - Archivio eyewear e cultura pop 

Metodo Porsche Design

 

Non è una storia di moda. 

È una storia di metodo. 

 

 

 

 

 

 

Prima degli occhiali, delle penne e delle valigie, c'è Ferdinand Alexander Porsche.

L'uomo che aveva già portato nella storia dell'automobile la linea della 911 e la purezza tecnica della 904 Carrera GTS. 

Il suo metodo non aggiunge stile agli oggetti: toglie tutto ciò che non serve, fino a far coincidere funzione e immagine.

Nessun ornamento gratuito, nessuna nostalgia, nessun lusso gridato. 

Ogni scelta deve avere una ragione d'uso.

Il tempo, leggibile come uno strumento di bordo. 

La luce, interpretata, filtrata e sostituita attraverso una lente. Da qui parte la grammatica Porsche Design.


01 Prima degli oggetti, Ferdinand Alexander Porsche        

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La 911 non è qui come citazione estetica è il punto di partenza di una disciplina: proporzione, chiarezza, leggibilità, controllo del superfluo. La 904 Carrera GTS aggiunge un'altra prova della stessa attitudine: una forma tecnica, pulita, inevitabile.

 

Quando FA Porsche passa dagli oggetti automobilistici agli oggetti da indossare, non cambia mentalità. Cambia scala. Il quadrante, la lente, il ponte, la vite e la custodia diventano parti di un progetto da usare, non dettagli da esibire.

 

 

La lezione non è “disegnare come una Porsche”. 

È progettare con la stessa severità con cui si progetta uno strumento.

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1972 / primo manifesto

 

 

Cronografo I: il tempo diventa leggibile

 

Porsche Design non inizia da un logo, ma da un quadrante nero.

 

Il cronografo traduce al polso la chiarezza di un cruscotto: fondo scuro, indici chiari, lancetta rossa, massima leggibilità. 

È un orologio trattato come uno strumento di precisione, non come un gioiello.

 

Prima degli occhiali, il metodo è già dichiarato: togliere l'ornamento, rendere immediata la funzione, trasformare materiali e dettagli tecnici in identità.


02       La luce cambia. L'occhiale n.

La lente smette di essere una superficie fissa. 

 

 

 

Prima di essere un accessorio, un occhiale da sole è un oggetto tecnico, sta sul volto, protegge, filtra, alleggerisce lo sguardo e modifica il rapporto tra l'occhio e il mondo.

Per anni era stato pensato quasi sempre come una montatura con una lente fissa, se cambiava la luce, cambiava il problema, ma non cambiava l'occhiale.

 

Nel 1978 Porsche Design guarda quella situazione con mentalità automobilistica: non pensa alla lente come a una superficie immobile, la pensa come a un componente. Qualcosa che può essere sostituito, regolato, adattato.


1978

 

5621 / 5623

Il Quick Release introduce una logica quasi meccanica: lenti a lacrima intercambiabili e ponte centrale a sgancio rapido. Non un vezzo, ma una risposta pratica alla luce che cambia.

 1979

 

5620

Subito dopo arriva la visiera: una lente unica, continua, fissata alla struttura con piccole viti a vista. Qui la lente non si cambia: diventa architettura frontale. 

Tutto

 

P'8478 / P'8479

Le sigle moderne riordinano la memoria: P'8478 richiama il concetto Quick Release, P'8479 la mascherina resa celebre da Yoko Ono. Il disegno resta vivo perché l'idea era già forte. .


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5621 / 5623

 

Un sistema, due valvole

 

Il 5621 e il 5623 non sono una versione uomo e una versione donna, sono due taglie della stessa idea: il 5621 più ampio, il 5623 più contenuto. La risposta non è al genere, ma alla variabilità dei visi.

Entrambi usano il meccanismo Quick Release sul ponte: le lenti a lacrima si sganciano senza attrezzi, sollevando il blocco centrale e liberando la lente dai punti di presa della montatura. 

Ogni paio poteva essere accompagnato da una seconda coppia di lenti, custodita nella scatola rigida.

Il punto da non confondere è questo: il sistema è lo stesso, le proporzioni no . Per questo, nel collezionismo, 5621 e 5623 vanno letti insieme ma non sovrapposti.

 

Stesso principio Quick Release - Due proporzioni di montatura 

Lenti non intercambiabili tra taglie 


03       5620: l'occhiale che smette di essere occhiale

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Il 5620 è un oggetto diverso. 

Non appartiene alla famiglia Quick Release, non nasce per cambiare lenti e non va letto come una variante del 5621. 

È una maschera: un grande schermo in policarbonato, scuro, quasi anonimo, ma tecnicamente molto riconoscibile.

Le viti a vista non sono un dettaglio decorativo da raccontare con enfasi facile, sono il segno della costruzione: fissano la lente alla struttura e distribuiscono il vincolo su una superficie ampia. 

Negli anni Settanta, lavorare una lente così estesa significava fare i conti con materiale, flessibilità e tenuta.

 

Nel 5621 la lente è una parte sostituibile. 

Nel 5620 la lente è l'oggetto.


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Yoko Ono non rende iconico il Quick Release. 

Rende iconica la visiera. 

 

La differenza cambia tutto: non parliamo di un occhiale tecnico per adattarsi alla luce, ma di uno schermo che modifica la presenza pubblica di una persona.

 

Nel 1979, durante una conferenza stampa, i 5620 entrano negli annali del design come piccolo accessorio decisivo. 

Da allora, l'artista ed ex compagna di John Lennon, non si mostra praticamente più in pubblico senza quegli occhiali da sole, trasformandoli nel suo segno distintivo più immediato.

 

Nella copertina di Rolling Stone del 1981 l'oggetto funziona come maschera, filtro e firma visiva. 

Copre lo sguardo, ma rende immediatamente riconoscibile la persona. 

È un paradosso perfetto per la cultura pop: sparire dietro una lente e diventare più memorabili.

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Perché oggi ci interessa ancora?

 

Perché sono l'opposto del prodotto che chiede attenzione con rumore. 

Questi oggetti sono memorabili perché hanno una ragione interna: leggere il tempo, controllare la luce, proteggere lo sguardo, semplificare il gesto.

 

In ottica, questa è la differenza fra “un occhiale particolare” e un occhiale con cultura progettuale. 

Il primo colpisce per un attimo. 

Il secondo continua a generare conversazioni, perché ogni dettaglio porta a una domanda: 

  • perché questa vite? 
  • perché quella lente? 
  • perché quel ponte?

05       Lo stesso principio, oggi

Feltrin Ottica non vende Porsche Design, ma lavora ogni giorno sullo stesso principio: unire estetica, funzione e libertà d'uso. 

La montatura non è più solo un accessorio, ma uno strumento che si adatta alla luce, al movimento e a tutte le diverse situazioni della giornata.

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Un occhiale non è mai solo un accessorio

 

Raccontiamo la storia di Porsche Design perché mostra cosa può diventare un occhiale quando funzione, lente e forma parlano la stessa lingua.

Da Feltrin Ottica Roma partiamo dallo stesso principio: 

il viso, l'uso, la luce, il carattere della montatura.

 

Selezioniamo occhiali da vista e da sole con criteri:

non solo per come abbigliamento, 

ma per come stanno, proteggono, correggono e raccontano chi li indossa.

 

Fonti e note

  1. Porsche Newsroom / Christophorus, “A Measure of Time: the Chronograph I” , per il ruolo del Chronograph I e il legame con i principi della 911. 
  2. Porsche Christophorus, “Dossier – Porsche Design: Style Icons” , per la fondazione del 1972, gli occhiali “Exclusive” del 1978, lo Sport Shield del 1979, Yoko Ono e il principio funzionale del design Porsche. 
  3. Carrera World, “About Us and Our History” , per la storia del marchio Carrera e la collaborazione con Porsche Design, inclusi i riferimenti ai Carrera Porsche Design 5620 e 5621/23. 
  4. Porsche Design, video ufficiale P'8478 / P'8928 with interchangeable lens , per la descrizione moderna del sistema a lenti intercambiabili e del telaio in titanio. 
  5. Immagini di lavoro e archivio fornite dal committente; usati come materiale visivo editoriale e non come sostituto delle fonti storiche primarie.

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